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venerdì 5 dicembre 2025

Voci venute dal nostro silenzio

 


Il racconto di uomini, donne e ragazzi salvati dalla nave "Life support" di Emergency 

Per ricordare che i migranti non sono numeri, sono esseri umani che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalle torture dei trafficanti, sono persone senza diritti private della loro dignità alle quali abbiamo il dovere di dare voce perché emergano dal nostro silenzio.

La storia di oggi

“Per una donna in Siria è quasi impossibile avere un lavoro e libertà personale”

Per una donna, soprattutto se cristiana come me, oggi in Siria è quasi impossibile avere un lavoro e libertà personale. C’è molta discriminazione verso noi cristiani in diverse zone del Paese, quindi, nel 2020, insieme a mia madre, sono andata in Iraq.

Lì ho trovato impiego in una fabbrica di carta, poi nel 2022 mi sono sposata in Libano con un uomo siriano: lo conoscevo da 25 anni ma sette anni prima lui era andato in Germania passando dalla rotta balcanica. Per sposarci ci siamo incontrati a Beirut.

Gli ultimi due anni riuscivo a malapena a sostenere me e mia madre, così quando lei è morta ho venduto quello che avevo per arrivare in Libia. È da quando mi sono sposata che non vedo mio marito. Questo viaggio è la coronazione di un sogno iniziato tanti anni fa: raggiungere l’Europa per vivere insieme a mio marito. Grazie a voi questo sarà possibile.”

S. K., siriana di 44 anni | soccorsa a ottobre 2024

fonte:   da storie di migranti dalla Life Support EMERGENCY

giovedì 27 novembre 2025

Voci venute dal nostro silenzio

 



Il racconto di uomini, donne e ragazzi salvati dalla nave "Life support" di Emergency 


Per ricordare che i migranti non sono numeri, sono esseri umani che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalle torture dei trafficanti, sono persone senza diritti private della loro dignità alle quali abbiamo il dovere di dare voce perché emergano dal nostro silenzio


“Qualsiasi luogo sarebbe stato meglio che lì”


“Nel 2014 me ne sono andato dal mio Paese perché è scoppiata la guerra e la mia città è stata molto colpita. Non è stato difficile decidere di partire: qualsiasi luogo sarebbe stato meglio che lì.

Così sono andato in Libano, dove mi ha raggiunto la mia famiglia e per quasi otto anni ho lavorato come tecnico per una ditta di condizionatori. Ma negli ultimi due anni alla pesante crisi economica vissuta dal Paese si è aggiunta un’ondata di nazionalismo che ha portato a episodi di violenza contro i siriani e in generale contro tutti gli stranieri.

Mi sono quindi spostato in Libia per provare a raggiungere l’Europa e stabilirmi in Germania, dove cercherà di raggiungermi anche la mia famiglia. Loro intanto si sono trasferiti a Beirut da alcuni parenti, per fuggire dai bombardamenti nel sud del Libano. Spero che un giorno la Siria diventi un paese sicuro, senza corruzione, senza guerra, dove poter vivere in pace”.

Un ragazzo siriano | soccorso a ottobre 2024

fonte: da storie di migranti dalla Life support EMERGENCY